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L’ALRA e il PLR a sostegno di una nuova politica energetica.

Ario Conti, Candidato elezioni nazionali, ALRA


In un mondo in continua evoluzione la ricerca di nuove tecnologie che consentano la produzione di nuove fonti energetiche é parte integrante dei compiti ai quali la società civile e le istituzioni devono far fronte allo scopo di riuscire ad ottimizzare il rendimento e minimizzare l’impatto ambientale. Fra le sfide che l’uomo sta cercando di vincere in campo energetico si può citare la costante ricerca di nuove tecnologie che permettano di separare il CO2 prima o dopo la combustione del gas o del carbone.

La Svizzera propone, dal punto di vista strategico, una politica che permetterà di rinnovare quanto realizzato nei decenni a livello di infrastrutture e di fonti energetiche (principalmente elettrica, gas, nucleare) e di sviluppare una politica basata su quattro colonne portanti : sviluppo di misure di efficacia energetica, promozione di energie rinnovabili, definizione di una politica energetica a livello internazionale e costruzione di grandi centrali elettriche. Si tratta di sfide importanti che ci aspettano nei prossimi decenni e dobbiamo essere consapevoli del fatto che non sarà possibile abbandonare totalmente l’uso dell’energia nucleare che rimarrà ancora un mezzo per riuscire a produrre elettricità della quale tutti noi, industria compresa, abbiamo bisogno. Per i prossimi decenni non potremo rinunciare neppure all’energia idraulica poichè le fonti cosiddette alternative non potranno da sole provvedere alla mancanza di energia elettrica. Si tratta, evidentemente, di argomenti molto delicati e sarebbe sbagliato sfruttare l’emotività per fare in modo che le attuali forme di produzione di energia vengano abbandonate. L’energia é alla base del nostro benessere economico e sociale e nessuno è disposto a rinunciarvi. Nei prossimi decenni le sfide che ci attendono consisteranno nel riuscire a determinare come le nazioni industrializzate vorranno o potranno mantenere il loro livello di vita e come sarà possibile migliorare quello dei paesi emergenti e non industrializzati senza inferire sull’ambiente. Il nostro paese, al fianco di molte altre nazioni, dovrà giocare fino all’’ultimo il suo ruolo di paese industrializzato leader nella formazione, nello sviluppo tecnologico ma anche nel difendere un ambiente finora rimasto quasi integro.

Uno dei grossi problemi che l’umanità intera dovrà risolvere é quello legato all’emissione di gas CO2. Che essi siano emessi in Svizzera, negli Stati Uniti o in Cina, le emissioni non conocono frontiere e si espandono di tutta la superficie del globo in pochi giorni. Ciò deve far riflettere al momento di legiferare e di definire interventi concretamente efficaci. Si tratta piuttosto di valutare bene quali misure siano necessarie sul posto e quali iniziative possono essere varate a livello internazionale. Sempre per quanto riguarda l’emissione di CO2 nel nostro paese occorre evidenziare come le grandi industrie attive nell’approvvigionamento energetico siano impegnate in progetti di ricerca e sviluppo con la costruzione di installazioni che permettono di capire come catturare il gas CO2 .

Apprendere come catturare questo gas é importante allo scopo di mettere a punto, nei prossimi decenni, delle tecnologie che consentano di separare o eliminare il gas nocivo attraverso dei sistemi di lavaggio e evitando quindi che sia disperso nell’ambiente che ci circonda. La tecnologia, grazie agli ingegneri formati presso la nostre scuole politecniche federali, le università e le alte scuole specializzate , avanza e la speranza é che anche la politica segua il passo suggerendo come e dove immagazzinare il gas CO2 catturato. Accanto alla problematica del gas CO2 occorre investire nella ricerca di fonti alternative o rinnovabili. Fra queste figurano le centrali eoliche che potrebbero avere un ruolo interessante se combinate con le centrali idrauliche, lo sfruttamento del legno, della biomassa, dell’energia solare e della geotermia.

Oggi, a causa del prezzo del petrolio, della necessità dell’approvvigionamento energetico e delle mutazioni climatiche, per non citare che tre temi a tutti noti, l’economia con alla testa istituti bancari e la classe politica iniziano a scoprire le energie rinnovabili ed ad investire. L’Associazione liberale radicale per l’ambiente ALRA, senza troppi proclami e clamori, cercando la collaborazione con il libero mercato e l’industria, da oltre dieci anni porta avanti questo discorso dimostrandosi lungimirante e abili sono stati coloro che hanno predetto il futuro creando appunto questa associazione.

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